martedì, gennaio 21, 2014
25.10.2012
Quando l'abitudine corrode a fondo
E le ambizioni sono mediocri
E il risentimento si impenna
Mentre le emozioni non crescono
E noi cambiamo rotta,
Imboccando direzioni differenti
Allora l'amore, l'amore ci dividerà di nuovo
L'amore, l'amore ci dividerà di nuovo
Perché la stanza da letto è così fredda?
Ti sei girata dalla tua parte
E' il mio ruolo che si è incrinato?
Scorre aridissimo il nostro rispetto
Eppure c'è ancora questa attrazione
Che abbiamo mantenuto nelle nostre vite
Ma l'amore, l'amore ci dividerà di nuovo
L'amore, l'amore ci dividerà di nuovo
Ti lamenti nel sonno
Tutti i miei difetti in vista
E ho un sapore in bocca
Mentre mi attanaglia la disperazione
Per qualcosa di tanto bello che proprio
Non può più funzionare
Ma l'amore, l'amore ci dividerà di nuovo
 
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mercoledì, settembre 12, 2012
Milano '08 - Firenze '12.

6.

Been thinking about you, your records are here,
your eyes are on my wall, your teeth are over there.
But I’m still no-one, and you’re now a star,
what do you care?

  7. 



8.  
Everyone is so near
It’s holding on
Everyone has got the fear


9.  

We’re not scaremongering
This is really happening
Happening
....

10.   

Good morning Mr. Magpie 
How are we today?
Now you’ve stolen all the magic
Took my melody

  11.

Who are we to complain?
Investments and dealers
Investments and dealers
Cold wives and mistresses
Cold wives and sunday papers.
City boys in first class don't know we're born little
Someone else is gonna come and clean it up.

I keep the wolf from the door
But he calls me up
Calls me on the phone
Tells me all the ways that he's gonna mess me up
 
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sabato, dicembre 05, 2009
 
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sabato, febbraio 14, 2009
Tu chiamale se vuoi delusioni.

Un giorno finito tra l'idilliaco pensiero dell'amore creato dalle risposte ai miei sporadici sondaggi, ed un altro iniziato ancora sulla scia di quelle incantevoli risposte di persone sognanti, con gli occhi a forma di cuore e il battito accelerato delle mille sensazioni dell'Amore..
mentre altrettanto sognante
proponevo una cosa lastminute; così, istintiva; tutt'altro che ponderata.
Andare via. Andare in un posto che dalle foto mi sembra il più romantico del mondo, dove si può percorrere una via chiamata via dell'Amore.
Un leggero sms scritto di getto che aspetta una risposta altrettanto istintiva..così, come fanno gli innamorati.

Invece
lo schianto..
la sensazione è quella di andare a 300 Km/h contro un muro.

Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi sarà proprio una bella giornata dimmerda!

Tanti auguri a tutti gli innamorati.
 
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domenica, marzo 02, 2008
io sì, avrò cura di te
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
 
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mercoledì, febbraio 13, 2008
Nel mare della mia infanzia
Alle 7.30 ero alla guida, tra il traffico impazzito di Milano mi chiedevo impaziente quanto mancasse all'arrivo.. troppo.

Quel tragitto in direzione Ventimiglia, mi ha fatto piuttosto paura..
..ad ogni curva avrei inchiodato invece no, neppure toccavo il freno; non dovevo sbagliare, troppo presa dal volante, dal non far uscire dalla corsia la macchina, mentre alla mia destra abbattevo gli energumeni del
la strada. Vi ho superato curve! Sia all'andata che al ritorno!

Ecco qui, il ricordo offuscato della mia infanzia inizia a farsi spazio tra la nebbia che si è formata durante tutti questi anni..
Nei primi attimi tutto mi sembra estraneo, piano mi oriento.
Rivedo l'albergo che allora era così imponente e lussuoso e che ora sembra abbandonato a se stesso; il molo dove ci facevo delle corse a perdifiato ora sembra un banale ponticello stretto e lungo poco più di cinquanta metri.
Ripercorro il lungomare dove galoppavo sul mio cavallo fantastico; ero contenta, festeggiavo il regalo tanto desiderato che finalmente avevo al polso. Mi ricordo ancora il volo contro la panchina di cemento, quella panchina è ancora lì e sorrido guardandola; sorrido perchè non me l'aspettavo proprio di rivederla. Ricordo la ragazza del bar, la corsa all'ospedale, l'infermiera che associavo alla suora più cattiva dell'asilo ma che in verità era buona, buona come il latte e miele che ogni mattina dava a mia mamma e mia sorella ma che io non potevo bere a causa delle cannette.
So che quella colazione era buona perchè rivedo ancora il volto di mia sorella sorridente voltarsi verso il mio letto mentre riposava sul tavolo la tazza.
Ora sembra tutto così triste, silenzioso; sembra tutto abbandonato.
C
'è una corsa ciclistica, i partecipanti si spostano nella piazzetta nascosta e con loro si sposta tutto il movimento, resta solo la musica malinconica trasmessa agli altoparlanti.
E' tutto così statico e surreale.
Una corsa sulla spiaggia fa riaffiorare il ricordo dei giochi: sono sempre stata timida, ogni volta era quel bambino, Giacomo se non ricordo male, che mi invitava a giocare; i nostri passatempi preferiti erano le biglie, ne avevamo tantissime e ce ne rifornivamo ogni sera alle macchinette lungo il molo. Costruivamo delle piste infinite, con le gallerie e le buche..non so perchè ma ci dimenticavamo sempre di calcolare la pendenza quindi dopo 10 minuti le nostre dita avevano distrutto il percorso. Diciamo che passavamo la maggior parte del tempo a costruire il percorso delle biglie, non a giocarci.
La sera, il lugomare e infinite luci tra le palme.

Di ritorno dalla corsa in spiaggia rivedo le giostre, sono sempre le stesse: sono uguali ad allora!

Sorrido e riparto.

 
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mercoledì, gennaio 23, 2008
..troppo poco.
E' da un po' che non dedico qualche momento al mio blog..
del tempo trascorso me ne sono accorta solamente 5 minuti fa, quando, riaprendo questa pagina ho notato la data del mio ultimo post:
Martedì 3 luglio 2007.
Oggi è Mercoledì 23 gennaio 2008.
..in mezzo un sacco di tempo!
Però sappi che per tutto questo tempo non ti ho abbandonato, caro blog, ti ho sempre tenuto sott'occhio, ho continuamente riletto ogni cosa che ti ho donato..
..e ogni volta la melodia-mielosa delle mie parole rimbombava dentro..
Oggi spulciavo cose quà e là; tra gli handouts di inglese e varie mail ne ho trovato una che ha attirato la mia attenzione.
Era una frase di Pessoa che mi avevi dedicato:

"Non solo chi ci odia o ci invidia
ci limita e opprime; chi ci ama
nondimeno ci limita.
Che gli dèi mi concedano, lontano
dagli affetti, d'avere la fredda libertà delle nude vette.
Chi vuole poco, ha tutto; chi niente vuole è libero;
chi non ha e non desidera, uomo, è simile agli dèi."

Anche qui, Tra queste parole ed oggi c'è in mezzo un sacco di tempo;
era l'8 maggio 2005.
Ho ripreso questi versi perchè fose allora la mia mente era troppo poco lucida per capirne il significato..
offuscata dal mio pensiero di te.
Avevo l'illusione di conoscerti.
 
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martedì, luglio 03, 2007
L'Amore rende soli?
Leggo, oggi.
Quando finalmente riesci a riafferrare la tua vita
Quando finalmente torni da chi hai lasciato
Quando finalmente trovi quel fottuto tempo per due parole; quelle due parole che ogni cinque minuti avresti voluto riferire ma che ancor prima qualche altro pensiero imminente provvedeva a fartele trascurare.
Succede sai?
Succede di voler tenere il piede in più scarpe, di provare a calibrare il tempo e succede di non riuscirci.
Succede di voler dar spazio a chi si vuole sempre con sè, succede anche di perdere la cognizione del tempo e vederlo scorrere via impazzito..facendole sembrare dimenticanze le mie.
Succede quando tutto è saturo, quando i nervi sono tesi e la testa rimbalza tra gli angoli di una stanza nella quale ad ogni giro compare un angolo nuovo dove sbattere la testa.
Succede anche che, quando la velocità diminuisce e i rimbalzi si placano, di sentirsi aprire quel vuoto che la freneticità dei giorni ha coperto..e si corre per riafferrare il tempo; riafferrare quel braccio che ha mollato la presa.
Delle cose a cui tengo sento sempre la mancanza,
purtroppo me ne accorgo quando la tempesta si placa e la luce illumina il quadro generale..e per ritrovarci spero che il braccio tenda ancora verso il mio.
 
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sabato, giugno 23, 2007


>SEI STATO TUTTE LE STAGIONI<


 
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sabato, aprile 14, 2007
Appetito naturale
Joy Division..
Sai, a volte mi capita di voler ripercorrere i momenti.
Attimi che sono sfuggiti così in fretta, scivolati tra le dita;
secondi, minuti e ore che nello scorrere della notte portano via pezzi rossi di cuore
spazi aperti che d’un tratto circoscrivono un momento, quello.
Mi metto a camminare su quei percorsi perchè spesso solo il ricordo colma la mancanza.
L’ho fatto oggi, l’altro ieri, un mese fa.. lo farò ancora.
Odio il rimpianto; ed il tempo scivola così inarrestabile che ogni attimo di esitazione mi avvilisce
Così in città alta osservo quel masso incastrato nella strada,
calpesto la fanghiglia di una stradina nei campi,
annuso cuscini e abbraccio coperte.
Ri-vivere non mi sazia.

Lentamente muore 
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.
Pablo Neruda
 
posted by a3nima at 21:40 | Permalink | 1 comments
domenica, febbraio 04, 2007
L'ipocrisia ci fa splendere
..-3-4-.. ..gen..febbraio..mar..apr.. ..06..2007..08..

Parole di plastica dette da omini di plastica con coscienza preconfezionata in cui il buonismo trionfa e con lui i valori senza basi del buon-gioppino-tipo.

Il burattinaio ha fatto bene il suo dovere
inietta perle di saggezza in tutti noi
e noi tutti siamo pronti a metterle in bella vista appena c'è l'occasione
come il pavone che apre la sua grande coda colorata
bellissime, ammalianti parole timbrate dalla stessa voce che non esita un attimo nell'insultare il cameriere distratto.
il trionfo della plastica
la vittoria dell'ipocrisia
tieni stretto più che puoi il gruzzolo che hai in tasca
mettiti in punta di piedi quando calpesti chi hai di fianco e distrattamente raccogli ciò che perde nella mischia.
Stai attento, perchè qualcuno se ne potrebbe accorgere
e altri potrebbero vedere la loro immagine riflessa in te.
Non usare il canocchiale per identificarli, prova girati e guarda chi hai a fianco..
anzi analizzati ai raggi x.
 
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giovedì, gennaio 04, 2007
dal ventinove all'uno

Disorientata e stordita. Ecco come mi sento 2 minuti dopo aver passato la porticina di legno, sulla sedia del ristorante in riva al mare, sulla sabbia umida, sotto la pioggia che insistentemente inizia a battere..
..qualcosa mi manca.
La terrazza spoglia dai tavolini e dalle sedie di plastica fanno da contorno a questo paesaggio mezzo-invernale . Anche loro caratterizzano il mare d'inverno..
Malinconico.
Desaturato.
Un sole pallido si sforza di far brillare il più possibile i suoi potenti raggi, sembra voler dare un tono più deciso alla scena..
ma l'unica cosa che gli esce bene è riflettersi nell'acqua come Narciso, ammirarsi tra le onde per darsi coraggio e risplendere con maggiore forza incantando chiunque incroci il suo sguardo.

Ma evidentemente il sole lo sapeva;
il suo sforzo non è stato vano perchè il quadretto che ho tra le mani incornicia una fotografia dai colori sgargianti: il rosso di una maglia dei sonic youth e di una canottiera a pois, il fuxia di una stella tra i capelli, l'arancio delle lenzuola, il giallo delle tende, il rosso del vino e quello del pomodoro, il rosa delle bretelle, il nero del merlo, l'azzurro tra le ali, le stelline..
Ci incornicia tutti sorridenti!

Sono stati giorni che andranno a farsi spazio tra i ricordi indelebili..
tra quelle immagini che sfoglierò nella mente e mi faranno tanto sorridere.
Persone speciali, tutte..

grazie.

 
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sabato, novembre 25, 2006

forse nel mondo non sapevamo stare
così distanti.

 
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lunedì, ottobre 23, 2006
Permanent Ink
Tu ed io.
La tua passione e la mia intolleranza.
Io non so chi dovrebbe chiudere gli occhi.
Non dovrebbe essere così.
Però è tornata..
appena spunta il discorso torna la mia paura
la paura di dover rinunciare a te. Per questo.
Il tuo amore. Mio odio.
 
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domenica, settembre 17, 2006
Vivid Light
Sono quì, stesa su di un letto non mio e vorrei scrivere..
scrivere di te, di noi..
Di quel bagliore accecante che riapre occhi da troppo tempo abituati alla penombra.. una luce che stordisce, disorienta, inebetisce..
una luce a cui vado incontro con il sorriso, che mi ipnotizza e risucchia, alla quale non voglio dire di no perchè il sentore del viaggio affascinante e misterioso è piu forte della paura di non sapere dove mi potrebbe portare.

E mi trovo a scandire ogni rintocco del cuore con i secondi che scorrono a ritroso, che si fanno sempre piu lenti e ingombranti a tempo con battiti ancora più intensi.
Il silenzio amplifica.
I secondi si concludono e l'attesa con essi.

Scruto se in quegli occhi chiari c'è la stessa voglia di fissarsi, stringersi e baciarsi.
Vedere luce vivida toglie ogni incertezza.

Sorrido pensandoti.
Pensando al tuo modo di ridere e scherzare così naturale..
così imprevedibile.
Alla parte di te che esce più con i gesti che con le parole.

Dita che si incrociano...........................

..e dirti che ti voglio bene mi sembra sempre troppo poco.
 
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sabato, settembre 02, 2006
...e amerò il rumore del vento nel grano.
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò.
Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..."

"In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino."
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!"
 
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giovedì, agosto 31, 2006
Per l'alba che c'è in me
 
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giovedì, giugno 22, 2006
Alieni
Li aspettavo da 5 anni... lunedì questa lunga attesa è stata ripagata appieno. E’ passato qualche giorno ormai ma il ricordo è sempre vivo e si arricchisce sempre più di sfumature che la bolgia ha celato...
...sono attimi, dal completo chiarore il palazzetto cade nella più cupa oscurità e, per meno di un secondo, in un silenzio innaturale; il tutto seguito da un’esplosione, un boato che accompagna l’ingresso degli “altri tre” Adam, Danny e Justin; salutano il pubblico, strumenti alla mano, non temporeggiano un minuto e subito attaccano con “Lost Keys” come ad accompagnare l’ingresso di Maynard...
...l’entrata in scena del pelato con il cappello bianco da gangster è sulle prime note di “Rosetta Stoned”, a mia impressione non troppo entusiasmante.. al termine di questo assaggio Maynard si mette fronte al pubblico al quale chiede gentilmente di non fare fotografie con flash... (stesse raccomandazioni anche al concerto degli A Perfect Circle) ... si parte!
il concerto riprende a pieno ritmo, subito Stinkfist, i 5.11 min. della versione originale vengono prolungati con dilatazioni inedite...
Da questa canzone in poi il mio sorriso ebete inizia a farsi spazio sulla faccia, parto con inconsci ed automatici applausi nel bel mezzo del climax... incontenibile gioia!
Le canzoni si susseguono una all’altra: The Pot durante la quale Maynard delizia i presenti con l’intro a cappella.. non posso che restare impietrita, bocca spalancata; nessuna imprecisione, è stato perfetto! seguono 46 & 2, Jambi, Schism, Right In Two, Sober e Lateralus...
Pur a distanza di qualche giorno mi viene ugualmente difficile tradurre tutti i momenti e le sensazioni in parole che riescano ad avere
lo stesso impatto emotivo...
"Sono stata catturata dagli alieni per più di un’ora e mezza" è il mio commento!

Uno di loro ha la voce paragonabile ad una tavolozza di colori dalle innumerevoli sfumature e dalle tonalità più ricercate, l’altro non ha fatto una piega per tutto il concerto, impassibile mentre con la sua chitarra propone suoni e passaggi assurdi; il bassista tutt’uno con lo strumento e Danny penso sia sceso dall’alto dove si diletta nell’orchestra di Dio.
A completare l’atmosfera, per ogni verso perfetta, impeccabile, sono state le luci e le proiezioni sui quattro schermi alle spalle dei musicisti, di fronte a Maynard e a noi. Immagini che si fondono in un gioco armonico splendido, sincroni azzeccati (tranne qualche sbavatura su Jambi, se non ricordo male), composizioni a 4 schermate...
Insomma, concertone con la C maiuscola, con tutto maiuscolo!! è stato un CONCERTONE!!!!
...la pausa sul palco con i 4 seduti sugli ampli a parlottare un po’... le danze
della pioggia di Maynard...
...non sono così invasata del personaggio al punto di adorarlo con santini ma il “ciao amici italiani” ha fatto un certo effetto anche a me.. la sua figura in contrapposizione a quella frase...
Le canzoni che mi hanno scosso per la riuscita (tra luci, voce, suoni e riferimenti emotivi) sono state The Pot, 46 & 2, Schism, Right In Two, Lateralus, Vicarious e Aenima..ad un certo punto di Schism credevo mi stesse cedendo il cuore... o cedessi io.. in terra.
Il concerto ha stravolto ogni aspettativa è stato p
erfetto al 100% paragonabile ad un’esibizione senza difetti di musica classica.
...dopo le note tutto il resto...
...mi ha colpito il fatto che Maynard stesse di spalle in fondo al palco, quasi nascosto a cantare; mi ha colpito l’abbigliamento di Justin e Adam da persone che potresti tranquillamente incontrare in autogrill, mi ha colpito la batteria: non gigantesca, che Danny è stato capace di far rendere al 200%; poi il palco, non enorme... giusto quel che serve. Tutte queste cose hanno scolpito un sorriso ancora più grande nel cuore. Tutti particolari, alcuni istintivi e d’abitudine, altri voluti per dare al pubblico ciò di cui deve sentire la necessità, ciò che vuole: la MUSICA.
L’essenzialità di ogni cosa, in questo concerto, è stata disarmante; un’essenzialità che non ha impoverito la scena ma non l’ha resa per niente autocelebrativa ospettacolare: i deliri da palco, i fuochi d’artificio, le maschere e le borchie, il sensazionalismo lasciato a chi non ha altro da proporre al suo pubblico. Quì l'atmosfera è data dalla musica, dall'esibizione impeccabile dei 4 alieni, dalla loro navicella di luci e suoni.
Con queste parole sembro esaltare troppo loro come personaggi piuttosto che la loro musica, non voglio trasmettere questo.. ma il loro atteggiamento è stato per me inaspettato... me li immaginavo più sboroni (sono californiani) e questa cosa mi ha regalato altra compiacenza!

Non penso di essere riuscita a trasmettere le mie stesse impressioni ed emozioni: è stato un concerto grandioso!! Che consiglio vivamente a coloro a cui piace la musica dal vivo, le ottime esibizioni, a chi ama andare contro un muro di suoni e colori, a chi pensa di aver già visto l'impossibile, a chi entra nella musica e si lascia cullare, scuotere, violentare, rilassare, viaggiare, immaginare, fantasticare. E' stato un concerto da 10 stelle; l'unica leggera pecca: l'acustica del forum, rimbombava un pochino (comunque mi han detto che è migliorata parecchio). Dopo i Tool dal vivo, non so quanto potrei apprezzare altri concerti.
Ps: nonostante questo, ripensando al concerto visto poco fa dei Marta Sui Tubi, rimango dell'idea che quello dei Marta è stato un grande conerto: 7 stelle tutte!

 
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venerdì, maggio 26, 2006


Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.

Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.

Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. non aveva abitudini. sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.


Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lí? quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? la vita sotto il sole, é forse solo un sogno? non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? c'é veramente il male? é gente veramente cattiva? come puó essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? e che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?


Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.

Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed é ancora cosí. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande.
E questo, é ancora cosí.
Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
Aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia.
..e ancora continua a vibrare
.


 
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martedì, maggio 16, 2006
Push my reset button
Fitti pensieri mi hanno accompagnato a letto ieri e mi attendevano stamattina al mio risveglio. Erano nuvolette di confronto: (...)

e allora pedali più forte che puoi, cuffie nelle orecchie e vento contro..
[confusione]
la perfezione che per qualche istante ti dà via di scampo
e la dà a quei pensieri che per un momento possono viaggiare liberi e spontanei senza scontrarsi con la realtà
gli stessi che nascono da un vialetto alberato e muoiono appena tocchi con le scarpe l'asfalto grigio, appena torni in contatto con il mondo vero.
Puoi afferrare tutto al volo e lasciarlo subito dopo senza lasciare segni.

Non sto bene..
Il carattere è solo un falso ego che ti imprigiona e non ti permette di esternare ciò che sei?
può essere..
io non mi sento ciò che esterno, sono ciò che faccio fatica a buttar fuori e quello che resta dentro.
Non mi rispecchio nel mio carattere..ma è lui il soggetto dei giudizi e la mia immagine agli altri.

Cerco quel tastino nascosto che si riesce a schiacciare solo con la punta di una matita..
 
posted by a3nima at 11:00 | Permalink | 4 comments
martedì, aprile 25, 2006

sentimenti in cattività difficili da sopprimere
 
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giovedì, aprile 06, 2006
Mogwai - Travel is Dangerous

mi mette in uno stato emotivo assurdo..
... posso piangere? dai, solo un po'...

il cerchio si chiude ancora sulla solita immagine..
ricordo indelebile che riaffiora in tutta la sua forza.

 
posted by a3nima at 21:52 | Permalink | 6 comments
sabato, marzo 25, 2006

il giorno affoga nel rosso bicchiere che pian piano si svuota...

....e con lui tutto il resto.
come una nota stonata in una composizione quasi perfetta;
l'abitudine all'ascolto la ingoierà nella melodia
e un occhio si chiuderà ancora sulla frattura nell'armonia.
 
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sabato, febbraio 25, 2006
Ninfo_Mani-e

Ma ti senti quando parli?
C’è una categoria che ti include
Per giudicarti non ho le virtù,
Solamente mi faccio un po’ di domande.
È la facilità con cui sputi sentenze e parole che mi impietrisce
E’ la sequenza di accordi che non so se mi faccia più ridere o schifo..
Sei convinta che sia normale così..
Messaggino finto carino
Risposta secca
Telefonata
Orario
Luogo, “idoneo perfavore!”

Non ho mai detto che sia un mondo bello, sorridente e solare..ma noi le troviamo tutte per renderlo proprio di merda è!!
Non sarò io con riflessioni sentimentaliste che ti farà cambiare idea..quindi contenta te, felici tutti!

Saluti.

...e sotto sotto so che è la conseguenza di altro

E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa,
sopprimerli non sai,
non sai che l'amore è una patologia.
Eroe del mio inferno privato
sei un giro di routin
verso il vuoto con classe
è tutto ciò che avrai
perchè quando il dolore è più grande
poi non senti più
e per sentirmi viva
ti ucciderò
vedrai
vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
lo sò
lo sò che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora

 
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lunedì, febbraio 20, 2006
Morning Bell

Saranno più o meno le 5, la pioggia continua la sua incessante corsa..
Ai miei timpani oggi produce un suono nevrotico
Tic-tac-tic-tac
non vuole che io dorma
Non è lo stesso suono che, mesi fa, ascoltavo con attenzione;
che di notte mi rapiva, ipnotizzava e cullava come una ninnananna e al mattino mi attendeva nel grigiore della sua stessa luce facendomi rigirare nelle soffici coperte, conciliando il sonno, facendomi sorridere per il fatto di essere lì in quel momento.
Continua,
tic-tac-tic-tac
La luce, di un blu soffocato, filtra attraverso le finestre..
La nevrosi sale,
il rumore si amplifica
tic-tac-tic-tac
le soffici coperte sono sempre le stesse, ma il calore con cui mi avvolgono non lo sento mio;
non mi coccola, non mi tiene compagnia, mi è indifferente:
non è mio.
Penso al motivo perchè, ancora, stanotte non riesco a dormire.
Non lo so.
Forse un discorso troncato a metà..
Ormai saranno le sei e mezza,
il traumatizzante e assordante rumore della sveglia di mia mamma lo conferma..
mi alzerei di scatto e andrei volentieri giù nel mio bunker.. ma solamente l’idea di dover parlare o spiegare a cos'è dovuta questa "sveglia di buon'ora" mi fa scivolare giù,
sotto le coperte.
Suona la sveglia del telefono, sono le 7.
Non so perchè, ma la tengo sempre attivata su quest’ora anche quando non mi devo svegliare, pensando anche ora all’inutilità della cosa non mi viene di disattivarla...
La luce è aumentata, il blu si è convertito a grigio, il tempo resta una merda e la voglia di affrontarlo è praticamente nulla.
Comunque decido di alzarmi spinta solamente dalla necessità di mettere tutto per scritto.
Qualcuno diceva “non può piovere per sempre”,
non ho dubbi, ma oggi non ho proprio voglia di bagnarmi.

Sono le 8 e la pioggia continua la sua incessante corsa.


PS: Sono in lizza con Tony Capuozzo per aggiudicarmi il titolo di occhiaia del mese.

 
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lunedì, febbraio 13, 2006
Come prossima.
giro giro tondo casca il mondo casca la terra, tutti giu per terra!!

momento panico, smarrimento, giro e rigiro sperando di incrociare ancora quegli occhi (porca puttana) idescrivilmente belli, solo per gusto estetico: osservare qualcosa di bello, che un altro giorno può essere un quadro, un film, il cielo con tutte le sue sfumature di colori;
oggi sei tu..

perdo la speranza? un po' si..
mi appoggio al muro.

TUM!
colpo secco, proprio quì, in mezzo al torace.
un battito che alla tua improvvisa comparsa ha triplicato la sua intensità..

e poi dal nulla tutto il resto...
partendo dai Rage,
i bagliori di luce nei tuoi occhi,
le labbra di un sapore creato,
il profumo inebriante.. e ancora,
quei pezzi di ghiaccio nelle orbite che hanno la capacità di farmi diventare piccola piccola, tremolante, insicura, imbarazzata, inebetita (non che non lo sia già di mio..però ancora di più)

allora cerco di tornare a riprendermi un po' di senso di protezione trasmesso dagli angioletti che, in cerchio, si dannano completamente presi dalla musica.. ma il ritorno a casa dura un attimo, quando mi accorgo che dietro ci sei ancora tu.

Tutto sfugge via veloce..

via,via, andiamo..
si solleva un macigno.

ed ora, ti aspetto alla prossima.
 
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sabato, febbraio 04, 2006
Gioco col vento

Cosa c’è che non va?
Stamattina ancora, sveglia realtivamente presto per soddisfare richieste quasi imposte e cercare di impegnare il tempo nel modo più utile possibile.
Ecco, il tempo..
Il tempo che butto facilmente, quello che cerco di impiegare al meglio, quello che non mi frega veder scorrere davanti agli occhi, quello che se ne va via troppo presto e quello che non passa più.

Ultimamente trovo una certa insoddisfazione in questo continuo scorrere di lancette.. credo di viverlo nella passività, nell’insoddisfazione, come in attesa di qualcosa..
Del momento giusto.. quello che, bello o brutto che sia, ti riempie il cuore secondo per secondo, quello che ti fa dire “ne è valsa la pena”, che ti lascia un segno impresso a fuoco...
Un momento che non dovrei aspettare ma costruire; perchè i granelli continuano la loro incessante corsa all’interno del contenitore di vetro e prima o poi si bloccheranno di colpo.. e sarà allora che verrà a galla tutta la passività di un lasciarsi vivere..

Non voglio questo..

Poi penso che più un’esperienza entra nella quotidianità e più la si minimizza, le si toglie importanza, la si vive troppo spesso per far si che ogni volta susciti qualcosa di forte..
Forse non vale la pena cercare di dare un senso a tutto, perchè il senso, tutto, non ce l’ha.
Forse sono sprazi di tempo che proprio per la loro spontaneità ed imprevedibilità, stupiscono, bloccano, fanno pensare e riempiono di soddisfazione.
Forse il momento che attendo non è quello che dovrei costruire..

Anzi ne sono sicura, mi sa di finto, di perfezione plastificata e preconfezionata, di Ikea, di sensazioni prodotte per forza, allora forse, quello che penso non è tutto da buttare..

Non che voglia aspettare immobile l’arrivo di avvenimenti sensazionali, però, pur continuando a fare cose non troppo esaltanti, passerà anche il momento di stallo e piattume e arriverà quel qualcosa tanto atteso..
... sto vivendo in funzione di quel qualcosa...
Probabilmente vivere nell’inconsapevolezza che possa arrivare, progettare attimo per attimo in base a ciò che ci si sente di volere. Distogliendo l’occhio fisso dalle conseguenze. Forse è questo il vivere appieno..
..per ora non è il mio, vincolata dalle conseguenze di mie azioni che si ritorcono sugli altri.

So che i pezzi combaciano
Trovando bellezza nella dissonanza

 
posted by a3nima at 10:25 | Permalink | 9 comments
mercoledì, gennaio 11, 2006
Welcome to your real world
Eccoti!
di corsa su per le scale, sfuggente al tempo che, a sua volta, ti sfugge.
Sposti una levetta e
Benvenuta nel mondo crudele!
un mondo scandito in modo secco e deciso da due bacchette di legno su un rullante anni '70.
Un ritmo che incalza chiunque tenti di scappare.
Un ritmo fisso nei padiglioni auricolari di burattini anonimi che, costretti da percorsi definiti, cercano una propria soddisfazione personale in una scatola diversa da quella domestica.

E allora torni di corsa giù per le scale;
perchè questo ritmo non ti appartiene;
perchè con due cuffie ti isoli, definisci il tuo tempo, scrivi la strofa, il ritornello e la melodia.
Non stai scappando, solamente il tuo passo non lo senti mai in sincronia a quello degli altri.
Il tuo raggio visivo è proiettato non oltre le prossime tre-quattro ore.


Incapace di passeggiare a braccietto con "l'individuo-medio",
di definire progetti e obiettivi,
di capire chi in testa ha una cassettiera contenente gomitoli divisi per
dimensione
colore
materiale.
Ti rendi conto che il tuo è solamente un grosso filo ingarbugliato, sorgente da cui sgorga tutto il caos...
allora forse il mondo crudele è il tuo, non quello degli altri!
 
posted by a3nima at 10:01 | Permalink | 1 comments
...e domani potrà essere più chiaro o solamente svanito nei sogni.
 
posted by a3nima at 00:38 | Permalink | 0 comments
martedì, dicembre 27, 2005
Silenziosa piena
...sono successe un po' troppe cose in questi giorni nella tua testa e non
L'ondata di eventi ti ha travolto e impietrito
Incapace di rendertene conto allora..
...forse solo ora riesci a capacitartene.

Tanti volti e storie nuove

Altri che potrai vedere solamente scorrendo nei ricordi
o sopra un pezzetto di carta stampata
Altri ancora che hanno continuato a starti vicino,
che ti hanno colpito per il loro affetto.

Poi vedi il realizzarsi concreto di alcuni valori nei quali facevi fatica a credere..
Un' invasione di emozioni che ti scaraventa come in mezzo ad un ciclone..

...il tutto nel più completo silenzio.
 
posted by a3nima at 20:22 | Permalink | 0 comments
venerdì, dicembre 09, 2005
Sei andata via in punta di zampe
h. 6.01 stanotte non ho proprio dormito un cazzo.
Da ieri sera non ci sei più ed io sono di una tristezza assurda..
..mi sono messa a ripercorrere questo lungo periodo di compagnia e ce ne sarebbero un sacco da dire, il solo pensiero mi fa sorridere.. ma rimane sempre la tristezza di dover lasciare la compagna di giochi di una vita.. più di tredici anni insieme.
Quando, ancora bambina, ti stringevo tra le braccia nelle vie del paese per portarti di corsa nella tua nuova casa..sorridevo e correvo con il mano il mio fagottino tutto nero.
Poi tutto questo tempo insieme.. quando correvi come impazzita in casa della nonna e arrotolavi il tappeto sotto le tue zampe come nei cartoni animati..
ieri sei andata via sulle punte, senza far rumore..mi mancherai un sacco
..beh, mi hai fatto tanta tanta compagnia.. e mi devo abituare all'idea che quando tornerò a casa da scuola, la sera, e alla mattina non ci sarà più nessuna Bricy sullo zerbino che con uno scondinzolo mi saluta. :(
 
posted by a3nima at 06:00 | Permalink | 2 comments
domenica, novembre 20, 2005
Intermittenti
Mentre distrattamente parlo, incrocio il tuo viso e cerco di capire se è veramente il tuo: quei capelli corti mi hanno disorientata ma ti stanno un sacco bene.
Non avrei mai creduto di incontrarti proprio quì.. e invece ci sei anche tu!
Rincorro il tuo viso tra le luci ad intermittenza che mi abbagliano e distraggono facendomi perdere la strada...
...è uno dei tanti bagliori che ti illumina; lì, davanti a me, mentre mi guardi.

Non posso fare a meno di sorriderti pura espressione della felicità di vederti...
...ci isoliamo dal resto del locale pur rimanendone nel mezzo e la musica assordante sembra sfumare mentre si intraprende un divertente scambio di battute...
il saluto con la promessa di venirti a trovare nel tuo nuovo impiego serale e via.

Torno sui miei passi piacevolmente impressionata da quest'incontro.

Girovagando ti ritrovo al piano di sotto e riprendiamo il discorso iniziato appena prima, questa volta intorno c'è più calma e possiamo dilungarci un po'.. ti sto fissando le labbra, scusa ma è proprio una cosa più forte di me rimango sempre ipnotizzata da quei soffici movimenti, me ne accorgo, distolgo lo sguardo e trovo i tuoi occhi...vuoto in mente, mi blocco..aiuto..riprendo il discorso e questa volta preferisco fissare un simpatica tinta gialla del muro che ci affianca... è stato un attimo, mi riprendo e si va avanti a parlare... risaluto e questa volta spero di non beccarti più per stasera.
Invece torno giù per prendere i giubbetti, schiacciata nella ressa ti vedo sopraggiungere con altrettanta difficoltà, faccio finta di non averti visto... ci incrociamo, le tue mani, pochi secondi, non mi volto neppure..alzo la mano e saluto senza guardarti.
Magari verrò veramente a trovarti un giorno..
 
posted by a3nima at 19:05 | Permalink | 9 comments
mercoledì, novembre 16, 2005
i suicida diventano impiegati statali nell'al di là
insomma...
(ecco, odio la gente che mi gira attorno mentre scrivo..) non scrivo +, magari dopo

Vediamo di ricominciare e riaggiustare il filo logico che non c'è; indecisa sul pubblicarlo o meno ho optato per la prima solamente perchè il BLOG E' MIO E SCRIVO QUELLO CHE VOGLIO IO :)
un pensiero leggero, tranquillo e sereno.

allora, vediamo di riassumere brevemente perchè non ho voglia di scrivere quello che avevo in mente..m'è passata l'ispirazione.
Era da un po' di tempo che questo pensiero, in passato molto ricorrente, mi sfuggiva dalla mente; forse condizionato da alcuni episodi che sono successi attorno a me, ora è riemerso in superficie...
riflettevo sulla realtà successiva all'ultimo battito di un cuore qualsiasi..
..e mi facevo tutti i miei viaggi mentali..
mi piace come la rappresenta Tim Burton in uno dei suoi primi film..ma la mia autoconvizione ha un po' di difficoltà in questo campo..forse perchè cerco sempre una logica che, in questo caso, non ci può proprio essere.
 
posted by a3nima at 20:31 | Permalink | 5 comments
giovedì, novembre 03, 2005

"beati gli smemorati, perchè avranno la meglio anche sui loro errori"
- Nietzsche -
 
posted by a3nima at 19:13 | Permalink | 11 comments
sabato, ottobre 29, 2005
Headache
male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa male testa
 
posted by a3nima at 21:14 | Permalink | 6 comments
martedì, ottobre 18, 2005
But everything was quiet
mi rinchiudo nella mia scatoletta
anzi no,
in uno di quei vasi splendidamente decorati

tutto entra ma nulla esce..

è così.

Mi riconosco nell'ultimo puntino al capo opposto di un filo interrotto.
 
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domenica, ottobre 16, 2005
(io non tremo è solo un po' di me che se ne và)
 
posted by a3nima at 16:30 | Permalink | 6 comments
venerdì, ottobre 14, 2005
Guida galattica per autostoppisti
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti era afflitta da una quasi costante infelicità. Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste perlopiù concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che a essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta.
E così il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano tristi e infelici, perfino quelli che avevano gli orologi digitali.
Erano sempre di più quelli che pensavano che fosse stato un grosso errore smettere di essere scimmie e abbandonare per sempre gli alberi. E c'erano alcuni che arrivavano a pensare che fosse stato un errore perfino emigrare nella foresta, e che in realtà gli antenati sarebbero dovuti rimanere negli oceani.
E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmansworth capì d'un tratto cos'era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunchè.
Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, successe una stupida quanto terribile catastrofe, e di quell'idea non si seppe mai più nulla.

 
posted by a3nima at 18:23 | Permalink | 0 comments
mercoledì, ottobre 05, 2005
E' solo l'inverno...
Beh dai! asciugati ancora una volta gli occhi
Non c’è spazio qui!!
Sei solamente capace di frignare ultimamente è..
Raccogli ciò che hai lasciato distrattamente in giro
Perchè sai che non volevi questo
Torna,
Tieniti stretta tutto:
le parole,
Così difficili da dire e così facili da dimenticare.
I sentimenti,
Per i quali ogni tentativo di descriverli risulta sempre troppo banale.
Le emozioni,
Che solo il silenzio lasciano vivere a pieno.
Non è roba per te!
Lascia spazio a chi ha fortuna

È arrivato
E’ solo l’inverno..
..che affonda la sua lama gelida nel petto
E’ solo un inverno peggiore,
un altro stupido inverno..
..e come tutti...
passerà
 
posted by a3nima at 00:51 | Permalink | 12 comments
martedì, settembre 27, 2005
The house of stairs' brocken scene
Indifference, masculine, traitor,
and into that milling swarm the enemies pointed
their guns towards the window panes of our rooms.
The winter must be in the house.

Soon.
In the harms of night, a silence which even crickets don’t dare profane.
We walk to the lake and sink into the frozen water
.

Everything is static

Nobody calls your name
If you leave a day to breathe
Summers are worth more than this boat
We sail all day like a farewell to winter
A lampara keeps on burning
and somehow we can’t return

we can’t return

You ‘ve been scared

as tons of christians feared the lions
In the coliseum
and cried

 
posted by a3nima at 12:55 | Permalink | 4 comments
giovedì, settembre 15, 2005
...e adesso ho fame.
Ora è tutto piu' chiaro? Mi rendo conto che forse troppo spesso do per scontato tante cose. Ad esempio che la gente sappia "leggere tra le righe" delle cose che dico, (e..se va bene)magari anche nella mia testa. E quella di oggi è la prova lampante. E' proprio un mio problema di comunicazione.. piuttosto che spiegare tutto lascio intendere e la maggior parte delle volte l'altra parte intende sbagliato -_-
Però sai com'è, fin'ora mi avevi dimostrato di capirmi al volo e mi capivi veramente..
Mi prometto che cercherò di applicarmi di piu'.
...dopo la fatica fatta per spiegare tutta quella (?) storia m'è venuta fame.
Oggi è una bella giornata di sole nè?
Concordo!
 
posted by a3nima at 15:54 | Permalink | 13 comments
lunedì, settembre 12, 2005
Fanculo il "fin di bene"

Lascio brandelli ovunque fingendo menefreghismo ed illudendomi...
...ancora una volta.

Non ti ho detto niente perchè volevo lasciarti fuori da tutto questo..
..troppe volte mi son trovata nel ruolo di confidente di persone che non vedevo solo come amici.
incazzarmi con il resto del mondo,
restare seduta a fissare il nulla.

Volevo solo non darti modo di sentirti così
L’ho sempre fatto credendo che fosse la strada più indolore...
E invece sbagliavo, sbaglio e sbaglierò sempre..
Ancora una volta, un’altra e un’altra ancora.
Sento di averti deluso profondamente
Non posso incontrarti e far finta di niente.. non vorrei vederti.
Volevo solo evitare che ci restassi male

Vaffanculo tutto!!

 
posted by a3nima at 21:48 | Permalink | 5 comments
sabato, agosto 27, 2005
Not So Sad To Be Happy

So di essere ad un punto di svolta ma non so a quale.
So di essere direttamente interessata ma non posso far altro che restare a guardare.
Quest’impotenza mi si arrotola tutta intorno allo stomaco, volontariamente incapace di dare un giudizio..resto in stand by.

Metto via tutto quello che non centra. Analizzo ogni parola, ogni più piccolo dettaglio cercando di cogliere anche le sfumature quasi invisibili. Confronto e valuto eliminando le opzioni che non ti si addicono... il risultato e tutto il resto è azzardato.

Perchè non uso il tuo metro di paragone? Perchè per me ogni cosa è a se?
Ecco che mi riparte l’embolo dei mille altri dubbi
E’ veramente la stessa la persona del “si vive una volta sola” e quella che trova il proprio futuro solo guardando al passato? oppure una non esiste?

Smetterò di fumare.

 
posted by a3nima at 14:07 | Permalink | 12 comments
giovedì, agosto 11, 2005
You've heard Beethoven before!
It had been a wonderful evening and what I needed now to give it the perfect ending was a bit of the old Ludwig van.
That!... Using Ludwig van like that! He did no harm to anyone. Beethoven just wrote music.
I'm very fond of music and always have been, especially Beethoven, Ludwig van... Beethoven. B... E... E...
....And it just so happened that while they were showing me a particularly bad film, of like a concentration camp, the background music was playing Beethoven.
 
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mercoledì, agosto 10, 2005
Tappino y Yo

Tappino è nato in una fredda sera d’inverno tra una sigaretta che non volevo fumare ed un’altra mezza parola di un discorso mai concluso.
Tappino mi è tornato in mente in queste giornate estive, che forse mi ricordano l’inverno per lo stesso piattume, alle quali manca il tepore degli abbracci e la passione dei baci... queste serate estive si discostano da tutto ciò che è caldo, sono di un gelido tremendo.
Tappino sorride ad ogni giorno, mi ha insegnato a galleggiare, il suo berretto giallo rimarrà il mio faro.. vorrei rivederlo un giorno... spero tu esista ancora, sempre sorridente, sulla mensola della persona che credevo di amare.

 
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