Mah proviamo...
All’apparenza sono più che tranquilla, un po’ preoccupata forse, ma non più di tanto, alla fine so che è una testa di cazzo, l’intelligenza celeste alla mia destra fa trapelare ansia e questo mi rende inquieta.
Mi dice “chiama ancora”
Dall’altra parte della cornetta si sente l’irritante solfa che mi fa compagnia da più di un’ora; suona libero, la speranza che risponda qualcuno si attenua ad ogni tentativo, infatti non risponde ancora nessuno
Mi dico “ok vaffanculo tutti, vado a letto”
Ecco i due edutacori tornare; breve racconto, giro un po’ per casa senza meta, sembra non interessare molto il mio racconto e questo provoca in me un’esplosione di rabbia
Meglio andare su
In tv c’è un burattino palestrato di turno; mi sdraio, il male che percepivo leggermente prima si fa sempre più intenso è un fastidio insopportabile nelle ossa e nei muscoli; mi sento un filo di rame attraversato da una scarica di corrente, la tensione mi passa dentro.
Gli occhi si fanno lucidi, scoppio a piangere, un pianto soffocato, non so il perchè di questo, forse il fastidio è alle stelle, forse è lo sfogo di rabbia, non lo so spiegare comunque
Arriva la signora che con il consueto gesto mi prova la febbre; un accertamento con lo strumento e ok, un 38 e qualche tacca spiega il tutto.
E’ da tanto che non mi viene la febbre, queste sensazioni le avevo dimenticate...sarà la febbre?
Sono nuovamente da sola con lo sparacazzate nel riquadro alla mia sinistra, i brividi mi percorrono in tutto il corpo cerco di arrotolarmi nella coperta
Ecco tornare la signora, che per l’occasione è diventata un’infermierina, non la sento arrivare ma mi accorgo della sua presenza quando mi trovo di fronte due mani che portano un confetto bianco ed un bicchiere d’acqua.
Odio quella merda
La voce mi incita, le mani si muovono cautamente per non far cadere quella merda chimica pressata.
Apprezzo tutto quello che la signora sta facendo, anche se la rabbia, la tensione, la febbre ed il dolore mi rendono scontrosa ed odiosa.
Dopo molteplici suppliche decido di ingerire quel cazzo di confetto
La menata del gira e rigira continua ancora per qualche minuto, il male si placa e arriva il buio.
All’apparenza sono più che tranquilla, un po’ preoccupata forse, ma non più di tanto, alla fine so che è una testa di cazzo, l’intelligenza celeste alla mia destra fa trapelare ansia e questo mi rende inquieta.
Mi dice “chiama ancora”
Dall’altra parte della cornetta si sente l’irritante solfa che mi fa compagnia da più di un’ora; suona libero, la speranza che risponda qualcuno si attenua ad ogni tentativo, infatti non risponde ancora nessuno
Mi dico “ok vaffanculo tutti, vado a letto”
Ecco i due edutacori tornare; breve racconto, giro un po’ per casa senza meta, sembra non interessare molto il mio racconto e questo provoca in me un’esplosione di rabbia
Meglio andare su
In tv c’è un burattino palestrato di turno; mi sdraio, il male che percepivo leggermente prima si fa sempre più intenso è un fastidio insopportabile nelle ossa e nei muscoli; mi sento un filo di rame attraversato da una scarica di corrente, la tensione mi passa dentro.
Gli occhi si fanno lucidi, scoppio a piangere, un pianto soffocato, non so il perchè di questo, forse il fastidio è alle stelle, forse è lo sfogo di rabbia, non lo so spiegare comunque
Arriva la signora che con il consueto gesto mi prova la febbre; un accertamento con lo strumento e ok, un 38 e qualche tacca spiega il tutto.
E’ da tanto che non mi viene la febbre, queste sensazioni le avevo dimenticate...sarà la febbre?
Sono nuovamente da sola con lo sparacazzate nel riquadro alla mia sinistra, i brividi mi percorrono in tutto il corpo cerco di arrotolarmi nella coperta
Ecco tornare la signora, che per l’occasione è diventata un’infermierina, non la sento arrivare ma mi accorgo della sua presenza quando mi trovo di fronte due mani che portano un confetto bianco ed un bicchiere d’acqua.
Odio quella merda
La voce mi incita, le mani si muovono cautamente per non far cadere quella merda chimica pressata.
Apprezzo tutto quello che la signora sta facendo, anche se la rabbia, la tensione, la febbre ed il dolore mi rendono scontrosa ed odiosa.
Dopo molteplici suppliche decido di ingerire quel cazzo di confetto
La menata del gira e rigira continua ancora per qualche minuto, il male si placa e arriva il buio.


già, bello scritto, piace pure a me. "mha, proviamo ..." rulz!