venerdì, maggio 26, 2006


Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.

Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.

Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. non aveva abitudini. sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.


Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lí? quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? la vita sotto il sole, é forse solo un sogno? non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? c'é veramente il male? é gente veramente cattiva? come puó essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? e che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?


Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.

Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed é ancora cosí. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande.
E questo, é ancora cosí.
Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
Aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia.
..e ancora continua a vibrare
.


 
posted by a3nima at 19:22 | Permalink | 4 comments
martedì, maggio 16, 2006
Push my reset button
Fitti pensieri mi hanno accompagnato a letto ieri e mi attendevano stamattina al mio risveglio. Erano nuvolette di confronto: (...)

e allora pedali più forte che puoi, cuffie nelle orecchie e vento contro..
[confusione]
la perfezione che per qualche istante ti dà via di scampo
e la dà a quei pensieri che per un momento possono viaggiare liberi e spontanei senza scontrarsi con la realtà
gli stessi che nascono da un vialetto alberato e muoiono appena tocchi con le scarpe l'asfalto grigio, appena torni in contatto con il mondo vero.
Puoi afferrare tutto al volo e lasciarlo subito dopo senza lasciare segni.

Non sto bene..
Il carattere è solo un falso ego che ti imprigiona e non ti permette di esternare ciò che sei?
può essere..
io non mi sento ciò che esterno, sono ciò che faccio fatica a buttar fuori e quello che resta dentro.
Non mi rispecchio nel mio carattere..ma è lui il soggetto dei giudizi e la mia immagine agli altri.

Cerco quel tastino nascosto che si riesce a schiacciare solo con la punta di una matita..
 
posted by a3nima at 11:00 | Permalink | 4 comments